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Somma Lombardo

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Somma Lombardo: Castello Visconteo (1)
Foto 1: didascalia
Somma Lombardo: Castello Visconteo

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Somma Lombardo è un grande comune che il 16 giugno 1959 ricevette il titolo di città; è bagnato dal fiume Ticino per circa dieci chilometri, dai confini di Golasecca a quelli di Vizzola Ticino; il fiume è parte importante del comune soprattutto in seguito alla creazione del Parco Lombardo della Valle del Ticino, che si trova al centro di quel grande polmone forestale posto intorno al capoluogo e alle sue frazioni Maddalena e Coarezza.
Queste ultime, unitamente all’altra frazione Case Nuove e al rione di Mezzana, sono parte integrante di Somma Lombardo e meritano qualche attenzione particolare.

Qualche storico spiega il nome Mezzana come luogo di mezzo fra i fortilizi romani di Arsago e di Somma; comunque è molto probabile una presenza romana, avvalorata anche dalla recente scoperta di tombe contenenti vasi di terracotta e amuleti.
Mezzana fu amministrativamente autonoma fino al 1870, quando le fu aggiunto il termine Superiore per distinguerla dai comuni italiani con lo stesso nome e venne aggregata agli altri comuni di Casorate Sempione, Besnate e Arsalo Seprio per formare un unico comune con sede in Arsago.
Oltre all’antica chiesa, oggi parrocchiale, i cui primi dati storici risalgono al 1200, quando venne elevata a Collegiata e dedicata a Santo Stefano, nel territorio di Mezzana si trova il Santuario di Santa Maria della Ghianda.

Le frazioni

Somma
Somma Lombardo: Chiesa di Sant’Angese (2)
Foto 2: didascalia
Somma Lombardo: Chiesa di Sant’Angese

Gli storici ritengono che Somma ebbe origini antichissime, risalenti alla Civiltà di Golasecca, durante l’età del Ferro, mentre rimane dubbia l’ipotesi avanzata secondo la quale Somma sarebbe stata la sede del famoso scontro militare fra le truppe di Publio Cornelio Scipione e Annibale, avvenuto nel 218 a.C., battaglia senz’altro combattuta sul Ticino.
Nel IX secolo era signore di Somma un certo Gulizione, che abitava nel suo castello dove oggi sorge la casa parrocchiale, in una località chiamata Castellaccio; Gulizione aveva fatto costruire una chiesa nei pressi dedicandola a San Fede, proprio dove oggi sorge la parrocchiale dedicata a Sant’Agnese, costruita a partire dal 1645 per iniziativa della famiglia Visconti, laddove prima sorgeva l’antico oratorio dedicato a San Fede, voluto da Gulizione nel IX secolo, e la successiva chiesetta di Sant’Agnese, fatta costruire dai Visconti verso la fine del XII secolo.
Appartenuto successivamente all’Abbazia di Massino, di proprietà degli Abati di San Gallo, il territorio di Somma venne ceduto da questi ultimi, nel 1129, a Guidone Visconti.
Nel 1288, Uberto Visconti veniva già presentato come signore di Somma, ma la signoria vera e propria della famiglia comincerà soltanto nel 1448, quando i due fratelli Francesco e Guido Visconti fisseranno la loro stabile dimora nel castello di Somma, fuggendo da Milano a causa della lotta scoppiata in seguito alla costituzione della Repubblica Ambrosiana.

Verrà poi il tempo del governo austriaco, con il breve intervallo, negli anni a cavallo tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del successivo, della presenza delle truppe francesi di Napoleone, che permisero la costituzione della Repubblica Cisalpina prima e del Regno Italico poi.
Con la Restaurazione del 1815 ritornarono gli Austriaci, che permi–sero un tempo di pace e vennero accolti con sollievo dalla popolazione.
Verranno quindi il Risorgimento e l’Unità d’Italia, ma sarà ancora un Visconti a governare: infatti, nel 1860, Carlo Hermes Visconti, marchese di San Vito, verrà eletto primo sindaco di Somma dopo l’Unità e il paese, per Regio decreto del 1862, aggiungerà al nome Somma quello di Lombardo, al fine di distinguerlo dagli altri con lo stesso nome nel resto d’Italia.

Sulla collina più alta di Somma esisteva già nel 1280 una cappella dedicata ai Santi Vito e Modesto, poi demolita e sostituita con l’attuale, risalente al XVI secolo e sempre dedicata agli stessi patroni.
Sede di un’antica Confraternita fondata nel 1585 dal sacerdote don Giovanni Fontana, la chiesetta venne arricchita da un celebre trittico dipinto su legno, oggi esposto nella parrocchiale di Sant’Agnese, raffigurante la famiglia dei Martiri Modesto, Crescenzio e Vito nell’atto di adorare la Vergine, dipinto attribuito da molti ad Ambrogio Bevilacqua, detto il Liberale, che l’avrebbe eseguito fra il 1498 e il 1502 su commissione del signore di Somma, Battista Visconti.
Oggi Somma Lombardo è una città con una presenza industriale fra le più significative del Varesotto, soprattutto nei settori tessile, dell’abbigliamento e meccaniche, oltre a imprese di servizi, commerciali ed artigianali.

Chiesa parrocchiale (3)
Foto 3: didascalia
Chiesa parrocchiale
Coarezza

È un antico paese; nel 1560 viene indicato come frazione di Somma.
Nel 1632 l’oratorio del XIII secolo, situato nel centro abitato, viene eretto a parrocchia dal pontefice Urbano Vili; oggi, dopo molte modifiche e numerosi restauri, rimane la parrocchiale della frazione, dedicata ai Santi Sebastiano e Fabiano.
Un’altra chiesa di Coarezza è quella dedicata ai Santi Rocco e Cristoforo, risalente al XVI secolo, forse utilizzata come Lazzaretto ai tempi della peste.

Chiesa parrocchiale (4)
Foto 4: didascalia
Chiesa parrocchiale
Maddalena

L’origine di quest’altra frazione risale al 1400, come colonia agricola voluta dai Visconti; la prima chiesa venne costruita nel 1497, mentre l’attuale parrocchiale, Maddalena verrà elevata a sede parrocchiale il 25 febbraio 1933, è dedicata a Cristo Re ed è stata costruita negli anni dal 1929 al 1933 su disegno dell’architetto Oreste Benedetti di Milano.
La festa patronale comunque ricorda Santa Maria Maddalena e viene celebrata il 22 luglio, quando la liturgia ricorda la santa convertitasi durante la vita pubblica di Gesù.

Case Nuove

La frazione Case Nuove nacque anch’essa verso la fine del XVI secolo, come colonia agricola voluta dalla famiglia Visconti.
Essa si trova ai margini della brughiera detta della Gradenasca, nei pressi dell’aeroporto della Malpensa, poco più a sud della Cascina Malpensa, un’altra fattoria agricola voluta nel 1796 dal bustese Gian Battista Tosi, in una zona dove il terreno era molto arido, per cui si diceva che fosse una malpensata ritenerlo coltivabile.
Case Nuove diventò parrocchia nel 1959 e la sua chiesa è dedicata a Santa Margherita.

Principali attrattive

Il Castello Visconteo
Castello Visconteo (5)
Foto 5: didascalia
Castello Visconteo

Pare risalga al IX secolo ed è certamente il monumento più importante della città.
Posto proprio al centro dell’abitato, a forma di quadrilatero, assunse grande rilevanza quando i Visconti cominciarono a risiedervi a partire dal 1448; rimarrà celebre anche perchè nascerà prematuramente fra le sue mura, l’11 febbraio 1535, Nicolò Sfondrati, futuro papa Gregorio XIV, durante una visita della madre Anna Visconti alla genitrice gravemente ammalata.
Sarà discepolo di San Carlo Borromeo, amico di San Filippo Neri e di San Camillo de Lellis; il suo pontificato durerè meno di un anno, dal dicembre 1590 all’ottobre 1591.

Santuario Madonna della Ghianda (6)
Foto 6: didascalia
Santuario Madonna della Ghianda
Santuario di Santa Maria della Ghianda o “Gianda”

Come viene chiamata in dialetto la pianta sulla quale verso il 1260 apparve la Madonna a una giovane sordomuta del posto e dove, nel 1288, verrà costruita una piccola chiesa votiva per ricordare il miracolo.
La chiesina, dopo una visita pastorale dell’arcivescovo San Carlo Borromeo nel 1570, verrà trasformata nell’attuale maestoso Santuario, in stile rinascimentale, costruito su un progetto di Pellegrino Tibaldi, detto Pellegrino Pellegrini, famoso architetto milanese; all’interno, ancora oggi si può ammirare un dipinto del Michelini risalente al XIV secolo, che riproduce allegoricamente l’apparizione della Vergine.



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