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Ranco

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Barca a vela sul Lago Maggiore (1)
Foto 1: didascalia
Barca a vela sul Lago Maggiore

Caratteristiche del territorio

Cenni storici
(Testi gentilmente offerti dal Comune di Ranco)

Ranco ha origini geologiche antiche: la parte meridionale, collinare, è formata da porfidi risalenti a 250 – 500 milioni di anni orsono (periodo permiano) che culminano nel cono vulcanico del Colle di San Quirico; la parte settentrionale – la pianura della Quassa – è invece di origine glaciale (6.000 - 15.000 anni orsono) come testimoniano i numerosi massi erratici trainati dal Sempione e dal Gottardo ad opera del grande ghiacciaio quaternario. Tra di essi ricordiamo il Sass Cavalasc, Monumento Naturale ai sensi della L.R. 86 del 1983. Il termine Quassa deriva dal latino “aquatium”, acquitrino, a ricordare le grandi paludi che la ricoprivano fino al secolo scorso.
Il termine Ranco deriva invece dal latino “runcari” o dal germanico “rucken”, smuovere – dissodare.

Chiesa parrocchiale di San Lorenzo (2)
Foto 2: didascalia
Chiesa parrocchiale di San Lorenzo

Il nucleo storico ranchese più antico, ora disabitato, è situato nella remota località collinare di San Martino, a 310 metri slm: laterizi e tegoloni di origine romana fanno ritenere che l’area fosse abitata già 2.000 anni orsono. La Chiesa di San Martino è citata nell’elenco di Goffredo da Bussero del 1.250 mentre della Chiesa Parrocchiale si ha notizia solo dal sedicesimo secolo. Probabilmente ciò fu dovuto al fatto che le aree sottostanti la collina di San Martino erano occupate (e lo rimasero fino al 1.800) da paludi malsane, disagevoli e improduttive.

Proprio la paludosa pianura della Quassa fu teatro nel 1.276 del più grande scontro armato del varesotto: 15.000 soldati si affrontarono nel contesto della guerra tra Visconti e Torriani per la supremazia sul Ducato di Milano: i Torriani prevalsero ma persero di lì a poco la guerra (a Desio) e i vincitori pensarono bene di far cadere nell’oblio la disfatta della Quassa.
Dall’autonomia dei Comuni (1.866) fino al 1.927 Ranco fu comune autonomo. Venne quindi accorpato ad Angera insieme a Capronno e Barzola ma, a differenza di questi, riacquistò l’autonomia nel 1.957 con decreto firmato da Gronchi. Anche la frazione di Uponne, divisa da Ranco da antica rivalità di campanile, ha origini molto antiche ed è già presente in documenti medievali. Il nome, forse, deriva dal guerriero Aupone del X secolo.
Le attività simbolo di Ranco furono nei secoli la pesca e l’agricoltura (simboleggiate nel gonfalone comunale con un pesce e un tralcio di vite) ma oggi conservano purtroppo un valore residuale.

Ranco – Uponne: Chiesa Madonna del Rosario (3)
Foto 3: didascalia
Ranco – Uponne: Chiesa Madonna del Rosario

Seguendo queste teorie il paese dovrebbe essere stato fondato da una comunità che avrebbe formato un piccolo gruppo di case dopo aver operato un dissodamento e un parziale diboscamento del territorio.

Attualmente l’attività locale più fiorente del piccolo Comune, 1.200 abitanti, è quella turistico – alberghiera. Oltre alla piacevolezza del lago e delle sue spiagge, altre cose possono trattenere il turista a Ranco. Ovviamente il Monumento Naturale del Sass Cavalasc, la Chiesa parrocchiale del sedicesimo secolo, i sei affreschi storici presenti sulle pareti delle case e delle cascine, le passeggiate nei castagneti e nelle pinete di San Quirico e San Martino, il Museo dei Trasporti del Professor Ogliari, nonché le escursioni alla ricerca di massi erratici nelle suggestive praterie della Quassa, destinata a essere presto inclusa nell’ istituendo “Parco Locale del Golfo della Quassa”.


Galleria di immagini

News dal Comune

Testi gentilmente comunicati dal Comune di Ranco http://www.comune.ranco.va.it

Nasce il museo on line di Ranco

“Nel programma della nostra Amministrazione era ventilata la possibilità di istituire, unico in Lombardia nella sua trivalenza, un “Museo della Pesca, Agricoltura e Caccia”; attività fondamentali per le antiche popolazioni di Ranco” ci dice Vittorio Vezzetti, vicesindaco del piccolo comune lacustre.
“Infatti un tralcio di vite e un pesce sono rappresentati sul nostro gonfalone a ricordo delle nostre origini. Molti anziani conservano ancora nelle loro abitazioni dei reperti che potremmo definire ormai “storici” e ci hanno dato la loro disponibilità a cederli a titolo gratuito al Comune per l’allestimento di un museo.
Peraltro l’allestimeno di un vero museo sta andando per le lunghe per le difficoltà nel reperire dei locali idonei.
Abbiam così ripiegato, per ora, sull’allestimento di un museo virtuale.
Ci siam avvalsi della collaborazione del nostro vulcanico bibliotecario, il professor Tiziano Vezzoli, e, utilizzando il suo sito www.museologia.it, abbiamo aperto il nuovo Museo on line di Ranco.
Nelle sale virtuali sono esposti, in foto, pezzi degni di rilievo accompagnati da brevi annotazioni (che stiamo progressivamente aggiungendo).
Prevedo che in breve il nostro museo si arricchirà di decine di pagine (sale virtuali) e che il sito museologia.it diverrà il punto d’incontro di collezionisti e appassionati museali.
Non al solo Museo di Ranco, infatti, il Professor Vezzoli intende dedicare le sue pagine elettroniche ma a tutte le realtà museali, e non solo del varesotto, interessate a questo discorso d’avanguardia.
Molti collezionisti ci hanno già contattato per arricchire e aiutare la nostra iniziativa di recupero di una memoria storica e culturale che si andava perdendo”.

Eventi

Il calendario delle manifestazioni è consultabile sul sito del Comune di Ranco, all’indirizzo http://www.comune.ranco.va.it

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