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Pino Lago Maggiore

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Pino Lago Maggiore, torre medievale (1)
Foto 1: didascalia
Pino Lago Maggiore, torre medievale

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Pino Sulla Sponda Del Lago Maggiore offre due curiosità: è il comune italiano con il nome più lungo ed è l’ultimo paese lombardo affacciato al Lago Maggiore. Si trova infatti all’estremità nord del Lago, incastonato su un’unghia di terra rocciosa, detta Sasso di Pino, avvolto dall’abbraccio acquoreo del Verbano.

È un paesino proprio piccolo ma splendido che, grazie alla sua privilegiata posizione, è meta di numerosi turisti, soprattutto d’estate, il periodo migliore per rimanerne affascinati.

La storia di questo comune è intimamente legata a quella della vicina Tronzano e della sua frazione Bassano. Il tutto risale al ritrovamento di una tomba di origine celtica, avvenuto nel 1964, all’interno di una casa sita lungo la strada che conduce a Tronzano. Gli studi effettuati sul sepolcro hanno confermato le ipotesi dei ricercatori, secondo i quali in queste aree vi erano degli insediamenti umani già dal V secolo d.C. Questi primi abitatori erano particolarmente abili nell’arte della ceramica e del cesello secondo l’uso celtico: infatti nell’avello vennero rinvenuti diversi oggetti di questo tipo, oltre ad anelli di bronzo ad uso ornamentale, una spilla in rame e un manico di bronzo lavorato, che Vittoria Cesàri Rosti considera come elemento di preminenza nelle opere di fattura gallica.

Pino Lago Maggiore, chiesa Parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta (2)
Foto 2: didascalia
Pino Lago Maggiore, chiesa Parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta

Anche successivamente Pino fu collegata per vicende storiche al comune di Tronzano. Difatti durante il periodo dell’autorità viscontea, Gian Galeazzo Visconti congiunse i territori del Lago Maggiore in un unico organo amministrativo, che venne denominato Distretto o Contado di Angera. In seguito, nel 1416, la terra venne divisa da Filippo Maria Visconti e sorse un nuovo feudo chiamato Valtravaglia, di cui fa ora parte il territorio che va dal «Sasso di Pino» alla Rocca di Caldé. Diventati poi proprietari la famiglia Rusca di Como, questi divisero il feudo in cinque zone o squadre: Squadra del Consiglio Maggiore, Squadra della Valle Marchirolo, Squadra della Valtravaglia, Squadra Valveddasca e Squadra di mezzo, della quale faceva parte Pino.

I Rusca controllarono la zona, con alcune interruzioni, fino al 1583, quando subentrò la famiglia Marliani, anche grazie ai favori del Re di Spagna. I Marliani governarono ben più a lungo dei predecessori, fino al 1784, quando succedettero i Crivelli, i quali guidarono la Valtravaglia fino all’anno dell’abolizione del sistema feudale, ovvero il 1797, anno di costituzione della Repubblica Cisalpina.

Il visitatore che giunge a Pino sulla sponda del Lago Maggiore non può nemmeno perdersi i suoi edifici religiosi. Primo fra tutti è la chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta, che nel XVI secolo era una piccola cappella dalla tipica facciata romanica. La chiesa subì poi ampliamenti nello stesso secolo, a cui ne seguirono altri tali da mutarne notevolmente l’aspetto. Di tutti gli interventi, quello che si mantiene fino ad oggi risale al Settecento, sebbene siano state apportate delle modifiche nel XIX secolo.
Nella frazione di Zenna, sede della frontiera con il Canton Ticino, possiamo trovare inoltre il santuario della Madonna delle Grazie, costruito nel XVII secolo e ampliato circa cento anni fa.

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Legenda foto
1, 2: Foto FL s.a.s.
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