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Origgio

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Santuario Madonna del bosco (1)
Foto 1: didascalia
Santuario Madonna del bosco

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Il paese è situato nella pianura che si estende attorno all’attuale strada che porta da Milano a Varese, a quattro chilometri da Saronno e a ventitré da Milano.

II suo nome ha avuto diversi mutamenti nel corso dei secoli: in un documento dell’arcivescovo di Milano del 1 marzo 835 viene citato come Oleoductus, mentre pochi mesi dopo, il 5 maggio dello stesso anno, l’imperatore Lotario, il paese viene chiamato Oleoductum.
In due pergamene del 1179 e del 1181 appare il nome Udrigium, mentre negli Statuti del 1228 si trova la parola Udrigium: probabilmente già in questa epoca gli abitanti di Origgio chiamavano il loro paese con il termine dialettale di Uricc.
Alcuni ritrovamenti archeologici attestano una presenza romana: furono ritrovate alcune anfore databili tra il III e il V secolo d.C. e una necropoli composta da un piccolo numero di tombe unitamente ad altri oggetti.
Nel XV secolo i Borromeo divennero signori di Origgio e lo rimarranno, con diverse modalità giuridiche, fino alla fine del XIX secolo.

Origgio: Chiesa parrocchiale (2)
Foto 2: didascalia
Origgio: Chiesa parrocchiale

Origgio dipendeva dalla pieve di Nerviano e sul suo territorio il Monastero di Sant’Ambrogio di Milano, fondato dall’arcivescovo di Milano Pietro nei primi mesi del 784, possedeva numerose terre, anche se rimane oscura l’origine di tali possedimenti.
Alcuni secoli più tardi, il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani della prima metà del XIII secolo, da come esistenti ad Origgio tre chiese, rispettivamente dedicate a San Siro, a Sant’Eustorgio e a Santa Maria.
L’elenco dimentica però una chiesa, quella di San Giorgio, che poi diventerà la parrocchiale.
Un altro edificio religioso importante è il Santuario della Madonna del Bosco
.
Forse di origine medioevale, che dista un chilometro dal centro abitato; restaurato nel 1935 anche grazie al contributo volontario di manodopera del posto, il santuario ha contribuito grandemente a sviluppare e mantenere un’intensa devozione mariana fra la popolazione locale.

Il comune sarè sempre caratterizzato da una economia esclusivamente agricola e anzi l’industrializzazione arriverà tardi rispetto ai comuni limitrofi.
La vera svolta in questo senso avverrà nel 1965, con l’insediamento di una grande industria farmaceutica svizzera, che oggi occupa circa tremila dipendenti in Italia, di cui un migliaio a Origgio.
All’insediamento di quest’ultima ne seguiranno altri di imprese industriali grandi e medio–piccole, che attireranno a Origgio e nei comuni limitrofi molti lavoratori anche da altre parti d’Italia, favorendo così lo sviluppo del comune e anche il suo incremento demografico.


Legenda foto
1, 2: Foto FL s.a.s.
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