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Malnate

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Malnate: mulini in località Gurone (1)
Foto 1: didascalia
Malnate: mulini in località Gurone

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Cittadina, posta a confine con provincia di Como, formata dalle frazioni di Gurone, Rovera, San Salvatore e Folla.
Il più antico documento che cita il paese di Melnate è del 1068, seguito da un altro del 1105 che lo nomina come Malnate, fino ad arrivare nel 1132 all’attuale Malnate.
Il significato del toponimo deriverebbe da una radice meln che indica “profonda voragine, abisso”, probabilmente in relazione alla enorme e altissima conca nella valle dell’Olona che à ora sormontata dal ponte delle Ferrovie Nord.

La fonte più antica che descrive lo stato del paese è il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, secondo il quale a Malnate sorgevano, verso l’anno Mille, tre chiese: San Mattia, San Martino, Santa Maria.
Quest’ultima risulta essere anche la più antica, ma per il pessimo stato di conservazione, rilevato al tempo di San Carlo Borromeo, venne demolita e solo più tardi, negli anni tra il 1751 e il 1758, al suo posto venne eretto un nuovo edificio religioso, ad opera di Antonio Maria Comerio.

Durante le contese del secolo XII per il dominio del Contado del Seprio, il borgo di Binago, nel territorio di Malnate, subà nel 1121 l’incendio da parte delle milizie comasche, di ritorno dal saccheggio di Varese.
Il centro di Malnate doveva essere in questo periodo piuttosto fiorente, e risultava possedere un proprio sistema di misure; i traffici richiamavano qui inoltre cittadini originari di Milano per periodi di vacanza, mentre l’amministrazione pubblica era retta dai canonici officiales fiduciari del clero di Varese.

La pacifica attività del borgo di Malnate, che veniva difesa con tenacia dai suoi abitanti, non valse tuttavia ad allontanare le truppe svizzere del cardinale Matteo Schinner, che si abbandonarono alla devastazione passando per questi territori nel 1509.
L’anno seguente, nonostante più di mille Malnatesi si sacrificassero nella difesa, gli Svizzeri, ritornati in gran numero, misero a ferro e fuoco il paese e i dintorni, particolarmente nella comunità di Rovera.

Il borgo divenne parte della traccia superiore di Varese, con l’ infeudazione avvenuta il 14 ottobre 1538 a favore di Francesco Girami, il quale agiva in nome e per conto del conte Vitaliano Visconti.
Per descrivere sinteticamente la vita tra Medioevo e Rinascimento a Malnate, si può definirla un intreccio di iniziative economiche e di fede.

I rapporti con le comunità vicine e le condizioni generali della vita ci sono descritti in un documento del 1723, redatto dal console di Malnate Giovanni Angelo Marone e dai due sindaci della comunità, Carlo Domenico Croce e Paolo Brusa, in occasione della richiesta degli abitanti di Gurone di essere aggregati a Malnate.
Le autorità reagivano infatti alla richiesta in quanto gli abitanti dei rispettivi paesi non intrattenevano buoni rapporti tra di loro e i Guronesi miravano, secondo gli estensori della protesta, soltanto a sfruttare i pascoli di Malnate, stimati in duecento pertiche.

Le attivitè agricole rappresentavano infatti la maggior parte del reddito dei Malnatesi, e lo conferma anche la descrizione dei terreni coltivati fornita dalle autorità in questo frangente.
All’inizio del XVIII secolo dunque la metà dell’arativo era coltivata a segale e l’altra metà a frumento, mentre sul resto dei campi crescevano la vite ed il gelso ed i contadini ricevevano dai padroni una parte di terra per coltivarla a prato e ad orto.

Con l’unità d’Italia, Malnate vede anche i primi albori della rivoluzione industriale e l’insediamento di alcuni stabilimenti tessili e meccanici, questi ultimi legati all’attività delle industrie edilizie presenti sul territorio, per le quali si costruivano macchinari per la produzione di piastrelle e mattonelle in cemento.
Altri rami dell’industria meccanica, attivi nella produzione di impianti per caseifici e cremerie, nel settore ferroviario e in quello degli abrasivi, così come i piccoli laboratori artistici che confezionano posaterie e articoli di metalli pregiati e d’argento, hanno contribuito alla notorietà di Malnate nel campo economico anche fuori dai confini d’Italia.

L’antica tradizione industriale continua ancora oggi sul solco delle attività precedenti, a cui si sono aggiunte anche numerose attività artigianali soprattutto nel settore della pelletteria e delle calzature.


Legenda foto
1: Foto FL s.a.s.
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