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Ispra

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Ispra: Chiesa parrocchiale di San Martino (1)
Foto 1: didascalia
Ispra: Chiesa parrocchiale di San Martino

Caratteristiche del territorio


Cenni storici

Il territorio di Ispra discende verso il Lago Maggiore a partire da due possenti colline sulle quali si poggiano le sue case: il Monte del Prete e il Monte dei Nassi. Proprio da questi due rilievi si operava l’estrazione del calcare necessario per la costruzione del Duomo di Milano, attività che testimonia anche l’antica origine di Ispra. Infatti, una pergamena dell’ 826 d.C. conservata all’Archivio di Stato di Milano documenta l’esistenza di Ispra, che verrà poi citata anche in testi posteriori, come il De Gallorum Cisalpinorum antiquitate ac origine di Gaudenzio Merula, edito a Lione nel 1538. L’autore qui vuole fornire una etimologia del toponimo: «Isprum quasi asperum ob saxorum difficultates», che rimanda proprio all’asperità rilievi rocciosi che guardano a strapiombo le acque del lago, a 311 metri di altitudine.

Ispra - Barza: Chiesa Santi Quirico e Giulitta (2)
Foto 2: didascalia
Ispra - Barza: Chiesa Santi Quirico e Giulitta

Nelle colline di Ispra sono presenti delle rovine di una roccaforte romano-barbarica e la chiesa di San Cristoforo, quest’ultima citata assieme ad altre sei cappelle sparse sul comune nel Liber notitiae Sanctorum Mediolani del XIII secolo. Altri ritrovamenti archeologici, di cui alcuni provenienti dalla zone confinaria di Ispra e Brebbia, hanno permesso di datare gli insediamenti al periodo “Golasecca II finale”. Nella località di Barza, comune autonomo fino al 1928 e citata già dall’XI secolo è presente una villa di origine medioevale.

Si aggiunge anche la chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, edificata sulle ceneri dell’antico edificio di culto di cui ha mantenuto il nome. L’esistenza della chiesa è documentata sin dal 1200 e sorge sulle rovine dell’antica chiesa da cui ha preso il nome una volta ultimati i lavori condotti nel 1880.

Ispra: porticciolo (3)
Foto 3: didascalia
Ispra: porticciolo

La chiesa di San Martino, di notevole interesse, grazie anche alla sua caratteristica di essere stata formata dall’unione di due chiese, ospita affreschi seicenteschi. La chiesa di San Martino rimanda alla storia più recente di Ispra, così come i parchi, il piccolo tempio, posto all’ingresso del paese, costruito nel 1865, in memoria della contessa Antonietta Castelbarco Albani. e il porto vecchio realizzato nel 1868.
Dagli anni sessanta il comune ospita l’Euratom, il centro ricerche della Comunità Europea per l’utilizzo dell’energia nucleare, attorno al quale sono sorte abitazioni di stile moderno. Sono presenti poi imprese commerciali, industriali, artigianali e turistiche, grazie a strutture alberghiere e sportive attive perlopiù in periodo stagionale.

Principali attrattive

Casa Don Guanella
Ispra - Barza: Casa Don Guanella  (4)
Foto 4: didascalia
Ispra - Barza: Casa Don Guanella

La Casa Don Guanella ha origini che risalgono al Medioevo quando, nella località Barza, la famiglia Da Barza possedeva una villa attorno alla quale fece costruire un muro di cinta, con la funzione di difendere, oltre all’edificio di loro proprietà, anche la vicina comunità rurale. Col passare del tempo i proprietari che seguirono modificarono la struttura della villa, realizzando il giardino e il parco, sull’esempio delle raffinate abitazioni limitrofe, come le ville Brivio, Castelbarco, Castelli e Ranci di Ispra e la Villa Consonno di Quassa. L’ultimo e odierno proprietario è, dal 1934, la Congregazione dei Servi della Carità, più conosciuti come Guanelliani, dal nome del loro fondatore, don Luigi Guanella, nato nel 1842 e deceduto nel 1915, beatificato da papa Paolo VI nel 1964. Il motto di don Guanella era “pregare e patire” e viene perpetuato a tutt’oggi, con le attività spirituali condotte dai sacerdoti guanelliani all’interno della villa, divenuta dal 1976 Casa di Spiritualità, dopo essere stata sede del noviziato della Congregazione.

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