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Cuasso al Monte

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Chiesa di Sant'Ambrogio (1)
Foto 1: didascalia
Chiesa di Sant'Ambrogio

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Il comune è composto da diverse frazioni, di cui una, Cuasso al Piano; vengono poi Borgnana, Cavagnano e Cuasso al Monte.
Di recente fondazione è Cuasso al Lago, sede dal 1990 di un importante centro di medicina naturale.

Sulla strada che conduce a Valganna il piccolissimo borgo di Alpe Tedesco, punto di partenza per interessanti escursioni panoramiche come il Poncione.

Nella ricerca delle origini piú antiche del paese emerge l’ipotesi, avanzata da alcuni storici, che fa risalire l’esistenza di una torre di avvistamento sita in Cuasso all’epoca romana.
La costruzione, databile forse al V secolo d.C., formava uno dei punti di avvistamento all’interno del limes che andava dal Lario al Verbano e divenne poi parte del complesso del Castello (detto anche Castelasc), posto su un crinale di collina che raggiunge i 436 metri di altitudine.
Il resto della fortificazione e la torre orientale risultano peró essere stati costruiti successivamente, in posizione meno elevata e in prossimitá della frazione Cuasso al Piano, tra il VI e l’VIII secolo, a scopo difensivo, dopo un iniziale degrado avvenuto in seguito alle prime invasioni barbariche.
La Rocca venne poi probabilmente ampliata e modificata nel periodo longobardo, stante il pericolo delle invasioni degli Ungari, e divenne, oltre che fortificazione, anche luogo di rifugio per la popolazione e di immagazzinamento di scorte e viveri.

II convento dei Carmelitani Scalzi, detto “II Deserto”, venne costruito nel 1635 e dedicato a Santa Teresa d’Avila.
I religiosi che vi dimoravano provenivano dal convento di Biumo Superiore.
Con l’infausta legislazione rivoluzionaria, nel 1798, i frati vennero trasferiti alla Certosa di Pavia per ordine del Direttorio della Repubblica Cisalpina, il convento venne soppresso, messo all’asta dal governo e acquistato dal conte Vincenzo Dandolo, che ne fece un punto di ritrovo di varie personalitá durante gli anni che precedettero il Risorgimento.

Resti della Rocca (2)
Foto 2: didascalia
Resti della Rocca

L’ex convento fu ripristinato nel 1906, ancora dai Carmelitani Scalzi, come colonia agricola per ragazzi bisognosi e funzionó fino al 1917.
Nel 1918 venne acquisito dalla Croce Rossa Italiana che lo destinó alla cura dei militari affetti da affezioni polmonari.
L’Ospedale, oggi ristrutturato ed ampliato, possiede oltre alla divisione di pneumologia, una moderna attrezzatura specialistica per la riabilitazione cardiopolmonare e neuro-motoria che ne fa una realtà importante nel sistema sanitario di tutta la regione lombarda.

Tra gli altri monumenti artistici sono da ricordare la chiesa dei Santi Cristoforo e Cristina, a Cuasso al Piano, e la chiesa barocca di San Salvatore sul Colle.
Particolare importanza merita, sempre a Cavagnano, l’Oratorio di Santa Maria alla Campagna. Costruito nel 1691 su una precedente cappella, a sua volta sorta su un’antica ara romana. Al suo interno si puó ammirare l’affresco dell’altare che raffigura la Santa Vergine col Bambino.

A metá strada tra Borgnana e Cuasso al Monte, si trova la chiesa della Beata Vergine Immacolata, citata in documenti del XVIII secolo come l’Oratorio della Madonna dell’Oro.
La Madonna dei Pumitt, che è posta all’interno dell’edificio, gode fama di essere piú antica della chiesa stessa.
Un esempio di archeologia industriale è il molino del Torchio, funzionante come impianto di produzione di mangimi fino al 1979, ma in origine adibito alla macina del grano e dell’olio.

Le maggiori risorse economiche del comune poggiano perció sul turismo residenziale e sulle attivitá artigianali ed estrattive; queste ultime in particolare, situate nelle cave di porfido quarzifero rosso del Monte Piambello, si avvalgono dell’alta professionalitá dei cavatori e dei tagliatori.

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Legenda foto
1, 2: Foto FL s.a.s.
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