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Casalzuigno | Escursioni | Galleria di immagini

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Casalzuigno: chiesa San Vittore (1)
Foto 1: didascalia
Casalzuigno: chiesa San Vittore

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Ai piedi del Monte Nudo, diviso in quattro frazioni, Casale, Zuigno, Aga e Arcumeggia, il territorio del comune riunisce differenti bellezze naturali e artistiche a testimonianza dei periodi e delle popolazioni che vi si sono succedute.

Da rilevare, come prima traccia storica, i nel 1903, durante i lavori di costruzione della strada provinciale Cittiglio-Luino, alcuni reperti sono venuti alla luce, come nella frazione di Zuigno, una stele che copriva una tomba romana a inumazione.

Questa stele venne donata al Museo di Varese dove ora si trova. Durante gli stessi lavori vennero ritrovate anche altre tombe a cremazione e una moneta dell'imperatore Tito (79-81 d.C.).

Il comune mantiene una certa importanza anche nella storia longobarda.

L’oratorio romanico di San Bernardino ad Aga, sorto intorno al XIII secolo e poi ampliato nel secolo XVIII, è uno dei segni del passato che, anche in questa frazione ormai spopolata a 600 metri di altitudine, ricordano un modo di concepire la vita in termini così lontani da quelli attuali.

E' naturale che, date le attrattive artistiche, la popolazione del comune di Casalzuigno tragga una parte consistente del suo reddito dal turismo, favorito anche dal clima montano e dalla posizione ritirata, estraniata dal circuito affollato e chiassoso delle vacanze di massa.

Anche le altre attività economiche dei paesi che formano il comune non concedono granché alla civiltà moderna: se vi è una certa attività commerciale e artigianale, le industrie non hanno però una posizione rilevante e vi sono invece affermate alcune aziende zootecniche, che contribuiscono al mantenimento delle caratteristiche culturali del territorio.

Principali attrattive

Villa Della Porta Bozzolo
Villa Della Porta Bozzolo (2)
Foto 2: didascalia
Villa Della Porta Bozzolo

La famiglia Della Porta, acquistò un terreno e costruì nel Cinquecento una residenza signorile, estendendo poi i propri possedimenti a buona parte della Valcuvia.

La villa, che ebbe prevalentemente un utilizzo agricolo, mantiene ancora in alcuni corpi di fabbrica i caratteri dell’edificio rustico adibito all’allevamento del baco da seta e alla produzione di vino.

Tutto il complesso residenziale, non essendo centro di un potere amministrativo e politico, divenne sempre più una dimora patrizia ed anche gli ampliamenti operati nel corso del tempo andarono in questa direzione.

La trasformazione radicale che avvenne per opera di Gian Angelo III Della Porta nel Seicento, mutò innanzitutto la struttura e l’ampiezza del giardino, che allora doveva essere di dimensioni piuttosto modeste, e lo rese un gioiello di architettura verde, arricchendolo con quattro terrazze decorate con statue e balaustre in pietra di Viggiù, fontane e gradinate che collegano il viale di cipressi che parte dalla sommità della collina per arrivare alla villa, utilizzando le risorse naturali ed artistiche con splendidi effetti scenografici a cui si aggiunse, nel 1723, una monumentale fontana costruita dall’architetto Pellegatta.

I successori di Gian Angelo III si dedicarono invece prevalentemente all’abbellimento dell’edificio e lo fecero con lo stile tipico del Settecento, arricchendo gli interni con affreschi rococò, attribuibili alla scuola del Magatti, le finestre esterne con timpani, cornici e busti.

Passata poi di mano in mano fino ad essere ereditata dalla famiglia Bozzolo, che ne è l’attuale proprietaria, la villa è stata ora acquisita dal Fondo per l’Ambiente Italiano ( FAI), che ne ha operato un attento restauro e ne consente la visita al pubblico.

Ultimamente al suo interno è stato ricavato un ristorante.


Escursione (facile)

Arcumeggia | Foto
Casa affrescata ad Arcumeggia (3)
Foto 3: didascalia
Casa affrescata ad Arcumeggia

Frazione poco distante da Casalzuigno, raggiungibile percorrendo un breve tratto di strada che si inerpica sulle pendici retrostanti Casalzuigno, soprannominata a ragione "galleria dell’affresco all“aperto”. L’arte moderna, non relegata nei musei o nelle gallerie private, ma viva e presente nella vita quotidiana, è una delle possibili chiavi di interpretazione con cui ci si può accostare alla raccolta d’arte a cielo aperto che si trova ad Arcumeggia, a 570 metri di altitudine. Divenuto parte del comune di Casalzuigno nel 1928, il paese gode di grande notorietà grazie ad una iniziativa dell’Ente del Turismo di Varese che, nel 1956, decise di farne affrescare le vecchie case di montagna ad artisti italiani di fama. Divenuta in poco tempo méta di pittori del calibro di Ernesto Treccani, Aligi Sassu, Remo Brindisi, Giuseppe Montanari - solo per citarne alcuni - Arcumeggia vide i muri delle proprie case fiorire di opere pittoriche religiose e profane, ma tutte legate in qualche modo alla vita, spirituale o lavorativa, della gente del luogo. Gli itinerari da seguire per ammirare i dipinti sono almeno tré; una è la Via Crucis, l’altra è un percorso misto di rappresentazioni dell’attività umana presa nella sua quotidianità. Affiancate a questa insolita esposizione, sono sorte alcune strutture predisposte allo scopo di diffondere la conoscenza della tecnica pittorica adoperata qui. Presso le corti studio si effettuano infatti corsi internazionali estivi di affresco, organizzati in collaborazione con le più prestigiose Accademie d’arte d’Europa. L’attività dei frequentatori dei corsi ha dato vita al terzo percorso, la Via degli Allievi, dove sono ospitati i pannelli affrescati da entusiasti ammiratori ed epigoni dei maestri più importanti.

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1, 2, 3: Foto FL s.a.s.
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