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Brunello

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Brunello: Chiesa di Santa Maria (1)
Foto 1: didascalia
Brunello: Chiesa di Santa Maria

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Brunello si trova in zona collinare ricca di vegetazione.

I primi documenti che si riferiscono a questo comune risalgono al periodo intorno al 1300, quando si afferma che qui esistesse un convento di religiosi, compreso all’interno di un feudo della famiglia Bossi, titolare del feudo di Azzate, di cui Brunello faceva parte, e che ospitava una casa con annessa la chiesa parrocchiale in cui erano sepolti i mémbri della nobile famiglia.
I registri parrocchiali non forniscono però notizie antecedenti il 1612.

Sito religioso di particolare importanza è la chiesa dedicata a Santa Maria Annunciata, che ancora oggi si chiama “Gesa”.
Al suo interno sono conservati affreschi del Quattrocento, scoperti solo nel 1935 dal parroco don Enrico Alberio, che rappresentano un Giudizio Universale, con i campi separati dei beati e dei dannati; la Santa Vergine con Gesù Bambino e Santa Caterina d’Alessandria, un polittico del Cinquecento e una deposizione del Seicento.
A fianco della chiesa, si trovano l’ex–convento degli Umiliati e un piccolo Museo che espone lampade del XVI secolo, uno stendardo del cardinale Federico Borromeo e i documenti relativi ad alcune visite pastorali.

Scorcio di Brunello (2)
Foto 2: didascalia
Scorcio di Brunello

La chiesa che si trova all’interno del paese, dedicata a san Rocco, fu sussidiaria fin dall’inizio, nel 1685, quando venne benedetta dal prevosto Roncati di Varese.

La nuova chiesa parrocchiale, costruita nello stile detto lombardo basilicale, sorse probabilmente nel secolo XV, sostituendo una chiesa appartenente al convento dei frati e, come ricorda un’epigrafe posta sulla volta a cassettoni dell’edificio, venne consacrata nel 1545 dal vescovo di Tagaste, monsignor Melchiorre Crivelli, nativo di Brunello.

Rimasto borgo agricolo che basava la propria vita economica su pascoli, vite, gelso, cereali e risorse boschive fino agli inizi della rivoluzione industriale.
Ai nostri giorni, le strutture economiche di Brunello sono però sensibilmente mutate e alle zone agricole si è affiancata un’area industriale, i cui rami di attività variano dal settore metalmeccanico a quello tessile.
Il paese ha tratto profitto anche dal turismo residenziale e sono numerose le ville che vengono abitate durante l’estate.


Legenda foto
1, 2: Foto FL s.a.s.
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