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Azzate

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Azzate, castello (1)
Foto 1: didascalia
Azzate, castello

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

La fortunata posizione geografica di Azzate consente al visitatore di godere del panorama offerto dalla natura circostante, tra cui lo specchio d’acqua sul quale il paese si affaccia, ovvero il Lago di Varese. L’occhio non ancora del tutto appagato può allora fermarsi a contemplare le dolci Prealpi, per poi proseguire verso le più lontane e imponenti Alpi, che si stagliano sullo sfondo di questo quadro naturale.
Il primo documento che attesta l’esistenza di Azzate è del 1025, ma in realtà il borgo ha origini romane, come testimonia il palazzo Pretorio, costruito probabilmente nel XII secolo con materiali prelevati da altre costruzioni romane, edificate lungo la linea di difesa sita all’interno della Val Bossa, nella quale appunto si trovavano torri di avvistamento e fortificazioni. Fu intenso anche il periodo medioevale, del quale rimane testimonianza grazie alle decorazioni dell’epoca, come losanghe bianche e nere e stemmi di casate locali, tutti elementi indici di una ricchezza storica e artistica.
Ma la ricchezza è stata ed è anche paesaggistica, naturalistica, tantoché, sin dal 1700 Azzate fu luogo prediletto per la villeggiatura da parte di possidenti milanesi. E così ancora oggi numerosi visitatori amano soggiornare all’interno di antiche e storiche ville, come la Villa Alemagna, la Villa Mazzocchi, la Villa Prestini, la Villa Riva-Cottalorda, la Cà Mera e la Casa Magni, impreziosite da affreschi e graffiti. Altro edificio di gran valore è la Villa Bossi-Tettoni-Benizzi Castellani, oggi sede del Municipio, ricca di stupendi soffitti a cassettoni decorati, attribuibili probabilmente al Magatti.
Sebbene il turismo sia un importante settore dell’economia di Azzate, il pilastro economico su cui poggia il borgo è però il commercio, che ha consentito al paese, da decenni oramai, di vantare il titolo di capoluogo della Val Bossa.

Principali attrattive

Chiesa parrocchiale di Santa Maria
Chiesa parrocchiale Santa Maria (2)
Foto 2: didascalia
Chiesa parrocchiale di Santa Maria

L’aspetto odierno della chiesa si deve ai lavori eseguiti nel 1853, in cui vennero costruite la facciata in stile neogotico e le navate laterali, apporti architettonici questi che ampliarono le dimensioni dell’edificio precedente, limitate alla sola navata centrale. La chiesa custodisce al suo interno numerosi elementi artistici di pregio, tra cui le effigi di San Benigno e di Sant’Asperto. Di quest’ultima vi è anche menzione all’interno di alcuni documenti d’archivio del 1224 attestanti la potestà del Rettore della chiesa nell’esercitare i diritti parrocchiali con il titolo di arciprete. Altri dipinti sono l’opera di Callisto Piazza da Lodi, del 1542, rappresentante lo Sposalizio di Santa Caterina. Del 1521–22 è invece una tela raffigurante la Deposizione di Cristo, attribuibile, ma senza certezze, ad Hans Holbein. Il Morazzone infine dipinse nel 1646 le cappelle di San Carlo Borromeo e della Madonna del Rosario. Antico è anche il coro, costruito nel 1607, secondo quanto attesta un’iscrizione presente sulla balaustra dell’altare maggiore.

Il castello
Azzate, castello (3)
Foto 3: didascalia
Azzate, castello

Azzate, così come molti altri borghi del Varesotto, conobbe un buon sviluppo sotto la signoria dei Visconti.
E proprio grazie ad un’alleanza con essi, la casata dei Bossi, che risiedeva nel paese almeno dalla metà del XIII secolo, divenne feudataria del contado nel XIV secolo.
I Bossi dimoravano in diverse parti di Azzate, ma il ramo principale risiedeva nel Castello, costruito attorno al 1300 e abitato da questa famiglia sino al 1657, anno in cui il feudo venne diviso e Azzate passò di mano agli Alfieri.
Oggi il castello è costituito di tre parti: l’edificio tardo medioevale, chiamato Corte del Barbè, ovvero la struttura originaria a cui venne aggiunta la villa settecentesca, detta anche Villa Zampolli; la terza parte è infine l’oratorio di San Lorenzo.
Gli altri edifici sono la corte, le filande, le abitazioni dei contadini, i fienili e le stalle, strutture che ben descrivono la destinazione duale del castello, quella abitativa e quella relativa all’attività agricola.
Il Castello venne poi acquistato nel 1810 da Lorenzo Obicini, mentre ora è di proprietà della famiglia Zampolli. Nel 1657 Azzate entrò nel feudo degli Alfieri e, due anni dopo, uno di essi, Giacomo Maria, venne investito del titolo di conte da parte di Filippo IV.
Però, nel 1712, a causa della mancanza di discendenti maschi primogeniti il feudo, che comprendeva anche Dobbiate, passò a Giulio Antonio Bianconi.
Questi però fece una brutta fine, ovvero fu condannato a morte nel 1747, e del feudo prese possesso Giovanni Paolo Mollo, dopo essere stato investito del titolo di marchese il 15 marzo del 1751, da parte dell’imperatrice Maria Teresa.

La Madonnina del lago
Santuario della Madonnina del lago (4)
Foto 4: didascalia
Santuario della Madonnina del lago

È un santuario oggetto di venerazione da lunghissimo tempo, restaurato e ampliato nel 1894 e nel 1904.
In questa data si ebbe il cinquantesimo anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, e per l’evento venne aggiunta una grotta di Lourdes.
Nel 1954, ovvero nel centenario di questa ricorrenza, venne costruito l’altare che oggi è possibile ammirare.

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