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Arsago Seprio

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Arsago Seprio: Battistero (1)
Foto 1: didascalia
Arsago Seprio: Battistero

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Arsago Seprio è un tranquillo borgo a sei chilometri da dove scorre il fiume Ticino e sul declivio di un piccolo colle, nel quale il cittadino di passaggio può godere, anche in un giorno feriale, il silenzio e l’assenza di quella frenesia tipica della vita di città.
Importante centro religioso – era capopieve – e anche civile, in quanto capoluogo di un pagus, come possono testimoniare i monumenti storici.
Durante l’occupazione romana, Arsago era il centro di un territorio compreso fra i torrenti Astrona e Arno e da esso dipendevano ben venticinque paesi, che allora si chiamavano vici, ed era così la capitale di quella che i Romani chiamavano la gens Albutia.
Tuttavia ciò non esclude la precedente presenza di altri abitanti durante il periodo delle civiltà preesistenti a quella romana.

Arsago Seprio: Basilica (2)
Foto 2: didascalia
Arsago Seprio: Basilica
Dominatori della zona per quattrocento anni, i Romani vedono mutare le caratteristiche del loro impero di fronte al diffondersi del cristianesimo e alla spinta dei popoli barbari lungo i confini.
Tutto questo avviene nei secoli successivi alla nascita e alla morte di Cristo, in un clima in cui accanto alla dura persecuzione contro i cristiani si accentua la decadenza imperiale, peraltro cominciata già in epoca precedente all’Incarnazione.
Nel 313 dopo Cristo, l’imperatore Costantino promulga il famoso Editto di Milano, con il quale concede la piena libertà religiosa al cristianesimo, destinato a diventare nel giro di pochi decenni la religione ufficiale dell’impero.
A Milano sorgono così le prime basiliche cristiane e nelle zone limitrofe le prime pievi rurali, cioè le comunità di battezzati che organizzano la vita religiosa e civile attorno a quella che diventerà la parrocchia.
Rimasto capoluogo anche durante il periodo longobardo, Arsago entra a far parte del contado del Seprio, seguendone poi le vicende storiche, e si inserisce nell’ambito del feudo di Somma Lombardo sotto la giurisdizione della famiglia Visconti.
Un tempo paese prevalentemente agricolo, Arsago Seprio oggi offre lavoro soprattutto per mezzo di aziende artigiane del campo tessile a centinaia lavoratori.
Nell’ambito dell’agricoltura, rimane un piccolo settore che si occupa dell’allevamento del bestiame.

Principali attrattive

Basilica, Torre, Battistero (3)
Foto 3: didascalia
Basilica, Torre, Battistero
La Basilica di San Vittore, La Torre campanaria, Il Battistero di San Giovanni

La Basilica di San Vittore

II complesso monumentale di maggiore rilievo del paese è senz’altro quello che comprende l’attuale parrocchia dedicata a San Vittore martire con il Battistero che le sorge accanto, dedicato a San Giovanni Battista.
Splendido esempio di architettura romana, la Basilica risale ai secoli XI e XII, anche se qualcuno la ritiene addirittura del secolo IX.
Con tré navate con travature in legno a capriata, la Basilica potrebbe essere stata progettata dalla celebre Corporazione dei Maestri Comacini, composta da architetti, scultori, pittori e decoratori, e diffusasi attorno al V secolo nella regione che va dal Lario al Verbano.

La Torre campanaria

Sorge accanto alla Basilica; è costruita in pietra, con materiale proveniente da più antichi edifici andati in rovina e con le campane poste all’aperto su di un terrazzo in pietra, che dopo i lavori di restauro del 1872 sostituirà il primitivo tetto del campanile con capriata in legno.

Il Battistero

Di forma ottagonale, costruito con materiale di antichi edifici romani demoliti.
Il Battistero ha due porte, una rivolta a settentrione e l’altra a mezzogiorno: seguendo un’antica usanza, dalla prima entravano i neofiti, volgendo le spalle al nord, cioè alle tenebre e al freddo del paganesimo, mentre dopo il battesimo uscivano verso sud, andando incontro al calore e alla luce della fede.

Legenda foto
1, 2, 3, 4: Foto FL s.a.s.
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